Trovo curioso come le stesse provocazioni vengano trattate in modi così diversi da diverse culture e società. La manomissione di una palla da cricket durante una partita significa una partita di sospensione per il capitano colpevole di una squadra sudafricana, ma un intero anno di sospensione per il capitano di un team australiano. Il comportamento di trentamila "arabi palestinesi' armati, ammassati sul confine tra Israele e Gaza, pronti a invadere, è visto dalla maggior parte di persone “liberali” come abbastanza accettabile, mentre diverse centinaia di "mercenari" russi che entrano nel territorio ucraino e rivendicano il territorio contestato vengono accolti da urla e definiti come cinici e immorali (che è vero). Gli interventi di chirurgia estetica per conformarsi alle vigenti norme di bellezza superficiale non fanno sollevare alcun sopracciglio (il gioco di parole non è voluto), mentre l’antica pratica ebraica della circoncisione (con i suoi comprovati vantaggi per la salute) è in verità messa fuorilegge in alcuni paesi scandinavi e descritta come "barbara".
 
E’ giusto arbitrare sull’etica e sulla moralità attraverso il voto di maggioranza? In caso affermativo, gettare i cristiani ai leoni è stato uno spettacolo di intrattenimento davvero morale nel Colosseo della Roma antica. E oserei dire che gettare gli ebrei nei forni per sbarazzarsi dei parassiti che affliggono la Germania nazista aveva ricevuto il cenno di assenso della maggioranza. E l’abitudine dell'inquisizione spagnola di bruciare gli “eretici” sui “santi” roghi era certamente accompagnata dall’“approvazione spirituale” dell’intera Chiesa. E i Crociati avevano i cuori di leone quando si trattava di decapitare i non-cristiani non-conformisti con un colpo di spada – Excalibur compreso.
 
Allora, perché vi sorprende se dico di non aver sempre fiducia nella “democrazia” e nella legge della “maggioranza”?? (E soprattutto nel ridicolo ente delle Nazioni Unite – La Casa delle Menzogne!). Divento tuttora un po' nervoso nei luoghi in cui si raduna un grande pubblico, poiché sono consapevole di quanto sia facile per un abile oratore, manipolatore e maligno, trasformare un raduno in un linciaggio.
 
Ecco perché il mondo ha bisogno di principi e leggi universali che hanno superato la prova del tempo e che sono in sintonia con la creazione e la natura. No, non sto facendo appello alla legge religiosa, che resta troppo spesso una mescolanza di riti antiquati e opportunisti nello “stato[1]”. Tuttavia, non posso non riconoscere gli straordinari principi universali rimasti integrati in tutti i sistemi morali, sin dagli albori del tempo (talvolta definiti come le Sette Leggi di Noè).
 
Credo nella saggezza degli anziani – piuttosto che nella 'Macronizzazione' giovanile della leadership con la quale sta flirtando la Francia; piuttosto che nell'esperimento russo di Putin che dà la precedenza al potere sull’etica; piuttosto che nel dare retta ai tentativi di realizzare la MAD[2] e gettare Israele in abbas-so; e piuttosto che nella smorfia nasale riduzionista di “May-OH!”[3], conosciuta come il suo “Piccolo Libro Rosso” (la "bibbia" della generazione degli anni sessanta che adorava i suoi eroi “rivoluzionari”, come “Figurati Castro"), il rosso essendo il colore del sangue di milioni di innocenti spenti dal crudele esperimento sociale di May-Oh!, noto come la “rivoluzione culturale”!
 
Allora, la tua vita si basa su saldi principi? Davvero? Ti chiedo gentilmente di controllare, poiché la società è fatta solo di molti tu e io. Quindi, se non ti piace in che stato si trova il mondo, guardati davvero bene!
 
 


[1] “holy sea” in originale (N.d.T.)

[2] Nella strategia militare, la distruzione mutua assicurata (traduzione letterale dall'inglese Mutual assured destruction o MAD) è una teoria che si sviluppa intorno all'ipotesi di una situazione di attacco o aggressione militare con uso di armi nucleari; la tesi proposta è che ogni utilizzo di simili ordigni da parte di uno dei due opposti schieramenti finirebbe per determinare la distruzione sia dell'attaccante che dell'attaccato. (N.d.T.)

[3] allusione a Mao Tse Tung (N.d.T.)